Dai mulini alle linee di produzione, le tecnologie prodotte nel canton San Gallo contribuiscono al successo mondiale di uno dei simboli dell’agroalimentare italiano. Sui pacchi di pasta italiana che si trovano nei supermercati svizzeri domina il richiamo alla storia e alla tradizione, tra carrozze cariche di sacchi di farina, trulli pugliesi e grafiche studiate per suggerire qualità e lavorazioni “come una volta”. Oltre a indicare i tempi di cottura, non manca quasi mai una ricetta veloce, utile per chi è a corto di ispirazione, né la provenienza del grano, spesso selezionato in Australia, Canada o Stati Uniti perché l’Italia non ne produce abbastanza per coprire il fabbisogno dell’industria. Ciò che non si legge, e che d’altronde le aziende non sono tenute a indicare, è il segreto industriale. Che è fatto di impianti altamente automatizzati, che rendono possibile trasformare semola e acqua in tonnellate di bucatini, fusilli e mafaldine da esportare in tutto il mondo. Ed è proprio …