La politica sui prezzi dei farmaci adottata dal presidente statunitense in base alla clausola della “nazione più favorita” ha scatenato un terremoto in tutta Europa, con i colossi farmaceutici che si stanno affrettando a tutelare i propri profitti. Il primo anniversario del decreto sui prezzi dei farmaci emesso da Donald Trump in base alla clausola della “nazione più favorita” (MFN) è ormai vicino e l’iniziativa protezionistica, volta a ridurre i costi sanitari negli Stati Uniti, non è più solo una minaccia su carta. Il decreto, che di fatto obbliga le aziende farmaceutiche ad applicare al mercato statunitense gli stessi prezzi praticati in altri Paesi ricchi, ha infatti iniziato a diventare effettivo. Secondo alcune fonti, circa 16 case farmaceutiche, tra cui i colossi svizzeri Novartis e Roche (tramite la controllata statunitense Genentech), hanno firmato accordi MFN riservati con il Governo statunitense in modo da essere esentate dai dazi per tre anni. Da parte loro, si …