La Svizzera si appresta a introdurre, per la prima volta, un sistema di verifica degli investimenti esteri nei settori ritenuti critici per la sicurezza nazionale. Si tratta di una svolta rispetto alla tradizionale apertura che per decenni ha sostenuto la prosperità del Paese. Nel maggio 2014 quasi nessuno notò l’acquisizione di uno sviluppatore svizzero di motori aeronautici sperimentali da parte di un produttore cinese di elettrodomestici per cucinare riso. L’acquisto di Mistral Engines da parte di Guangdong Elecpro rientrava in una strategia volta a “ottenere tecnologie estere avanzate” per lanciarsi nella produzione di droni ed elicotteri. Tre anni dopo, un’operazione ben più importante attirò l’attenzione di media e mondo politico: nel 2017 la società statale cinese ChemChina sborsò circa 43 miliardi di dollari per acquisire Syngenta, il colosso svizzero dell’agrochimica. In quell’occasione, in particolare alcuni Stati agricoli degli Stati Uniti temettero che la cessione alla …