Il conflitto in Medio Oriente rilancia l’energia pulita come priorità strategica

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Il conflitto in Medio Oriente rilancia l’energia pulita come priorità strategica

La guerra in Iran ha reso evidente quanto la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili renda i Paesi vulnerabili a crisi e interruzioni improvvise delle forniture. L’energia pulita diventa così non solo una risposta alla crisi climatica, ma anche una questione di sicurezza nazionale, con implicazioni importanti per la transizione energetica. Sono passati più di due mesi dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, e l’impatto sui mercati energetici globali si sta aggravando. Il blocco dello Stretto di Hormuz imposto da Teheran ha innescato quella che l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) definisce la più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero. In tempi normali circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) al mondo transita attraverso lo stretto, diretto in gran parte verso l’Asia. Con le forniture sotto pressione, i prezzi dell’energia hanno registrato un’impennata. Il Fondo monetario …

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